Sessualità

Pierre Lepori

«Cerco di immaginarli: Michele, Laura, Erika. Erika non l'ho mai vista, non so come si muove, come parla. Ma anche Laura, dopo tanti anni, potrebbe essere diversa. Il volto di Michele. Scaccio con rabbia il bambino di tre anni che ritorna sorridente, con insistenza velenosa, puzza di colpa. Michele di spalle, in quell'ultimo giorno in cui lo andai a salutare, ma non osai entrare nella stanza, giocava seduto su un tappeto circolare, scuro. La solitudine mi era sembrata l'unica via di scampo». In una Ginevra ventosa e straniera, tra identità in bilico e paure inconfessate, i personaggi di Pierre Lepori cercano di risalire il tempo per ritrovare il bandolo della propria storia.

(Dalla quarta di copertina)

In funzione dei corpi

von Elisabeth Jobin

Publiziert am 15/09/2011

Laura, Erika, Michele: ognuno di loro, Olivier li ha fatti «legatari del passato». Di un passato da cui ha tentato di fuggire per quattordici silenziosi anni, scappando a Parigi, solo, dopo i drammi della depressione e del divorzio. Lasciando il figlio di tre anni Michele nelle mani della sorella Laura, che se ne occuperà per gli anni a venire come fosse suo figlio, finché Olivier le chiederà di rivederlo. Ed è su questo incontro che si apre il romanzo.
O – si potrebbe anche dire – su questa messa in scena. Un ricongiungimento pianificato in quattro giornate, possibile solamente se guidato da una mediazione ad hoc. Ecco perché la scelta di Ginevra, luogo neutro poiché non vi è collegato nessun ricordo. Né di Laura, arrivata in un primo tempo da Zurigo accompagnata solo dalla sua compagna Erika, né di Olivier. Tutto è stato organizzato in anticipo: tre giorni per ritrovarsi fra adulti, prima di rivedere Michele. Mentre i protagonisti si ritrovano come attori in una minuziosa scenografia allestita su un palco, la scrittura dell'autore ticinese è catturata nel gioco teatrale: ecco quindi i monologhi, quando Olivier ed Erika srotolano i loro pensieri; ecco i dialoghi, invece, fra Laura e il fratello. I personaggi rimangono in balìa di loro stessi e non interviene alcun narratore. 
La semplicità è uno dei punti forti del libro e fa da sfondo alle ferite che s'iscrivono nel quotidiano, tristemente banali, eppure elegantemente commoventi, sprovviste d'eroismo e di pathos. È un canto dei corpi che evoca una sensibilità rara, eredità della poesia a cui l'autore si era precedentemente consacrato. Una litania di folli desideri, dell'acido bruciare di una carezza. Così Olivier svela la frattura del suo primo matrimonio, nell'Italia natale: la paura del sesso, di una carezza fuori luogo che il suo corpo rifiuta. Poi lo shock: un vicino uccide la moglie e la figlia in piena notte. Il fatto, sebbene estraneo alla sua vita, sprofonda Olivier in un torpore che sua moglie Paola interpreterà come una debolezza troppo grande. Lascerà lui, con la sua depressione, e il bambino, ormai troppo ingombrante. 
Olivier, sconvolto, tra se stesso e il passato porrà una distanza, una lingua e perfino il tentativo di amare un'altra donna, «un modo anche quello di tenere a bada il caos, di rinunciare a sentirmi in vita». Laura, dal canto suo, non insegnerà l'italiano al piccolo Michele, ma sceglierà di allevarlo in tedesco, la lingua della sua compagna Erika.
Quest'ultima, nel romanzo, è una figura di pacificazione. Drammaturga e scrittrice, assume il ruolo di mediatrice fra Laura e suo fratello. Osservatrice, analizza le relazioni così come concepisce il teatro. Ciò avviene perché i personaggi sono legati a filo stretto all'arte, alle forme artistiche. Il teatro, la danza, esercitano su di loro un fascino enorme, tale da provocare una costante interrogazione interiore, spingendoli – ognuno per la propria strada – all'introspezione. Come afferma Erika, «passiamo la vita a cercare una pelle per non disperderci in vapore (nella gioia, nell’orgasmo, nel dolore lancinante) e l’arte per noi è questa pelle, l’arte ci aiuta a non temere, ci salva».
Non è un caso se Olivier, il più fragile, il più solo anche, proverà una fortissima attrazione per la giovane ballerina Shawanna, la cui performance, alla quale assiste con Laura ed Erika a Ginevra, lo turba; lo spettacolo provoca in lui una piccola epifania, e nello spazio di una serata, «tutto è possibile, [...] il legame che hai sognato, il legame che hai sognato tra flusso vitale e creazione non è interrotto dalle mille scuse del quotidiano, dalle bassezze del mondo». Quest'incontro – o impatto – con l'arte, ma anche con colei che l'interpreta, invita Olivier a una rinascita. Come nella danza, si tratta di accettare la propria sensualità e la propria sessualità, di fare del corpo il fulcro, «sapendo che è l’unico modo per non autodistruggermi», per capire, afferma Olivier.
Si noteranno i parallelismi tra i temi del romanzo e la biografia dell'autore. La sua tesi in Theaterwissenschaft (scienze del teatro) all'Università di Berna spiega il suo amore per lo spettacolo, la rivista «Hétérographe, revue des homolittératures ou pas:»,di cui è fondatore, si occupa sia di letteratura che di sessualità. Senza dimenticare l'amore per le lingue: Lepori è anche traduttore. Questo suo secondo romanzo, scritto in italiano, poi autotradotto in francese, dispone anche della versione in tedesco di Jacqueline Aerne. C'è poi una versione trilingue, dove ogni personaggio si esprime nella propria lingua, veicolando anche aspetti peculiari a ognuna di queste vite e sottolineando la dispersione di una famiglia così come la difficoltà di una potenziale fusione. Se il francese di Olivier evoca un distanziamento, l'italiano che parla con la sorella lo lega al passato. Il tedesco di Erika è la lingua della creazione, della mediazione.
Malgrado la sua apparente brevità, Sessualità sa avvicinare temi che di primo acchito sembrerebbero troppo eterocliti per farne un nocciolo levigato. L'intenzione pare esatta: famiglia, arte e lingua, dolore della banalità dei giorni, mentre l'accadimento brutale, un fatto di cronaca, prende possesso di un percorso esistenziale. La grande poesia di questo libro sta nell'intreccio dei temi, nel saperli abbracciare tutti, nel saperli leggere attraverso la forza del teatro, rilevando la nostra pretesa a metterci in scena nel rapporto con gli altri. Lo stile ricco di immagini dell'autore a volte pare sovraccarico, ma sa essere di un'estrema dolcezza con i personaggi della storia. Ambizioso, Sessualità invita ad aprire gli occhi sul corpo e sul modo di leggerlo.

(Traduzione italiana di Roberta Deambrosi)