Zweiter Traum / Secondo sogno

Franco Beltrametti

Zum ersten Mal erscheint ein repräsentativer Sammelband mit unveröffentlichten und veröffentlichten Gedichten des Tessiner Poeten, Künstlers und Performers Franco Beltrametti (1937–1995). Freundschaften und Begegnungen mit Dichtern und Künstlern der italienischen und amerikanischen Avantgarde prägten sein Leben und Werk. Dieser «Reisende in Poesie» (Stefan Hyner) schrieb auf Italienisch, Englisch und Französisch und schuf gleichzeitig Bilder, die zum Teil ebenfalls mit Texten in diesen Sprachen versehen sind. Seine der Poesie des Alltags verpflichteten Gedichte – einige verdichtet wie Haiku, andere erzählend oder sprachspielerisch – sind Ausdruck des nomadischen Daseins dieses Autors. Sie zeichnen sich durch Leichtigkeit und eine «Anmut des Unnützen» (Beltrametti) aus.

«Für mich ist jedes Gedicht eine geistige (oder schamanenhafte) Reise, die man immer und immer wieder unternehmen kann.» Franco Beltrametti

(Buchpräsentation Limmat Verlag)

Rezension

von Roberta Deambrosi

Publiziert am 27/10/2014

L’editore zurighese Limmat Verlag ha pubblicato nei mesi scorsi l’antologia poetica Zweiter Traum / Secondo sogno del ticinese Franco Beltrametti, scrittore, viaggiatore, artista, performer, traduttore, editore e architetto di formazione. Si tratta di una selezione di un centinaio di poesie scritte in italiano, inglese e francese, con traduzione a fronte in tedesco di Stefan Hyner, edite e non, che copre la produzione di circa tre decenni (il primo componimento porta la data del giugno 1963 e l’ultimo dell’agosto 1995). Il volume contiene anche un dossier d’illustrazioni d’autore – si veda anche la bella sovraccoperta e l’altrettanto bella quarta di copertina – che hanno il pregio di dare un assaggio non solo poetico di quanto felicemente si siano incontrate, nell’opera di Beltrametti, la scrittura e l’arte visiva. Arricchiscono l’antologia un’introduzione e le note al testo del curatore Roger Perret, le postfazioni del traduttore e di Anna Ruchat, presidente della Fondazione Beltrametti, i quali ripercorrono la biografia, i luoghi, i viaggi e le frequentazioni dell’autore. In particolare Anna Ruchat si sofferma sul rapporto di Franco Beltrametti con il Ticino e con casa Ruchat a Riva San Vitale, suo campo base e punto d’appoggio, ora sede della Fondazione.

Nato nel 1937 a Locarno e scomparso all’età di 58 anni a Lugano, Beltrametti ha disegnato, letteralmente, una traiettoria sorprendente nella costellazione letteraria svizzero-italiana; inizia giovanissimo a spostarsi, dapprima in Europa e in Africa settentrionale, poi sempre più lontano e con soggiorni molto lunghi, fino in Giappone e negli Stati Uniti, passando per innumerevoli tappe e ritorni. Sono viaggi che delineano una cartografia degli affetti, delle amicizie e delle influenze artistiche, che in campo letterario spaziano dalla cultura underground, alla neoavanguardia italiana, al movimento beat, ai poeti cinesi e giapponesi.
Come leggiamo nel dettagliato resoconto biografico di Stefan Hyner, l’esperienza orientale risale a un interesse precoce di Beltrametti per le filosofie taoiste e buddiste, e viene in seguito approfondita con le letture e gli incontri; nei testi, essa ci pare reperibile, tra l’altro, nell’attenzione data all’istante e ai dettagli suggestivi, nella loro contemplazione, e nella leggerezza nel dipingerle che richiama il genere degli haiku:

 

QUESTE RIGHE

ho passato
il pomeriggio
a perfezionare
queste righe

21/X/85

 

Il reticolo di riferimenti a persone, al quotidiano dell’artista nomade, ai posti in cui il viaggiatore Beltrametti vive, soggiorna, passa, trovano forma in componimenti che sono a volte vere e proprie cartoline, provviste di destinatario, data e luogo d’invio:

 

(nevicate record)
(appuntamenti impossibili)
(le unghie di Gertrud Stein)
(oppure) (nevicate record)
(appuntamenti impossibili)
(le unghie di Gertrud Stein)

?/II/78 Napoli
per Ray Johnson

 

Sin nelle prime poesie l’ironia è spesso presente, sottile o più dichiarata, ma volentieri associata allo stato esistenziale dell’individuo che da sé e dal mondo prende sì le distanze, ma «sempre cercando», citando il titolo dell’opera riprodotta in copertina. Un adagio, questo, che ben risuona nei «perché» e nei «come mai» di un testo dal titolo emblematico:

 

(((PAESAGGIO-PASSAGGIO)))


(((l’insegna)))
(((l’insegna al neon)))
(((teneramente)))
(((teneramente riflessa)))
(((riflessa in acqua)))
(((dice: passaggio)))
(((perché un’insegna)))
(((perché al neon)))
(((come mai teneramente)))
(((riflessa in acqua)))
(((forse un canale)))
(((perché passaggio)))
(((come mai queste domande)))
(((a chi dirette)))

(((15/VII/85)))

 

L’uso figurativo delle parentesi tracimate dal testo sul titolo e sulla data, che ricordano quelle piccole, strette onde concentriche che si formano quando un oggetto tocca la superficie liquida, e tra le quali si leggono le parole rifratte dallo specchio d’acqua, conferma l’indissociabilità, nella poesia di Beltrametti, dell’aspetto visivo e di quello della parola.

La proposta di Limmat Verlag è una bella occasione non solo per i lettori germanofoni che vogliano scoprire o riscoprire il percorso di un artista, uno scrittore intenzionalmente a margine del canone, ma anche per i lettori italofoni, ai quali viene data, in più, la preziosa occasione di disporre di una scelta rappresentativa di una produzione poetica finora rimasta sparsa – eccezion fatta per l’autoantologia Tutto questo (Venezia, Edizioni Supernova, 1990) e il catalogo antologico Choses qui voyagent. «quand on aime il faut partir» (Milano, Mazzotta, 1995), in parte curato dall’autore stesso e uscito poco prima della sua scomparsa –. Una poesia forse a torto poco conosciuta dai conterranei di Beltrametti perché data alle stampe attraverso circuiti meno frequentati, e salvo rare eccezioni (contando le autoproduzioni stampate a Riva San Vitale) fuori dai confini, in Francia, Italia, Gran Bretagna e negli Stati Uniti.